Marco Paudice

MARCO PAUDICE
Credo che il pianoforte abbia sempre fatto parte della mia vita. Accostato a una parete del salotto, da bambino mi divertivo a strimpellarlo. Sentirlo suonare stimolava la mia fantasia. Così all’età di sette anni cominciai ad apprendere i rudimenti della musica. Seguii gli poi studi classici in conservatorio e più tardi, con Maurizio Bosnia, mi appassionai al pop e al jazz. In quegli anni, però, frequentavo la facoltà di lettere e non avevo ancora maturato la decisione di diventare un musicista.
Costante impegno, quotidiano esercizio, continuo lavoro che non può mai considerarsi concluso. Ecco la vita del musicista! Ma è anche entusiasmo, allegria, passione. La musica, compagna fedele ma esigente, è sempre in continua evoluzione, si trasforma e … ti trasforma. Interagisce con la tua sensibilità. Entra nel tuo patrimonio emotivo e col tempo diventa il tuo modo naturale di esprimerti, di avvicinarti agli altri.
Poi l’incontro con Valerio Silvestro e Loredana Lubrano. E d’improvviso ti si spalanca un mondo. Realizzi finalmente che la musica è un “linguaggio” fantastico per comunicare pensieri, sentimenti, emozioni. Senti allora che è parte di te. Ti appartiene e tu le appartieni. Negli anni poi si lega al tuo vissuto, ai tuoi ricordi, riproduce con semplicità la vita stessa. Senti allora che tutto il lavoro, l’impegno e il tempo che devi dedicarle non ti pesano più, perché la posta in gioco è la riscoperta del tuo io più creativo, più libero, più capace di rischiare e di mettersi in gioco per comunicare e condividere emozioni, esperienze, visioni…
Insegnare è condurre ogni allievo a questa consapevolezza. E alla certezza che la musica sarà a loro disposizione ogni qualvolta saranno disposti a impiegare le loro risorse, le loro energie, il loro tempo, la loro sensibilità per comprenderla e amarla veramente.