Loredana Lubrano

LOREDANA LUBRANO
Amo profondamente i miei allievi. Come potrei non amarli? Dopo tutte le ore trascorse insieme, respirando la stessa aria, ascoltando la stessa musica, tante volte ridendo a crepapelle e altre piangendo dalla commozione. Quello che si vive in quelle quattro mura regala un’intimità profonda che dipende dal fatto che la voce è una cosa che fai, ma è anche una cosa che sei. Il suono della voce parla di noi, del nostro vissuto fisico ed emotivo ed è un racconto veritiero spesso assolutamente inconsapevole. Appena varcata la soglia della stanza di canto, anche gli adulti lasciano entrare solo il bambino che c’è in loro. Il bambino non visto, il bambino iper-protetto, quello amato e quello tradito, il bambino arrabbiato o quello congelato dall’emozione. Tutte queste persone hanno in comune il desiderio di cantare e il lavoro tecnico che si affronta insieme è mirato al raggiungimento di quel sogno. All’inizio del mio viaggio nel mondo dell’educazione musicale della voce non avrei mai pensato di dovermi chiedere perché si sceglie di cantare anziché suonare il pianoforte, la chitarra, la batteria o il sassofono: mi è sempre stato chiaro che cantare è bello ed è piacevole per il corpo e la mente. È emozionante. È purificante. Cantare è soprattutto naturale ed è espressione di tutto ciò che non può essere espresso in altro modo.

Per un maestro di canto è altamente emozionante allenare gli studenti a dare voce ai propri sentimenti, alle proprie emozioni, ai propri pensieri. Sto imparando ad accompagnare questi ragazzi a mettere in voce la propria immaginazione in modo coerente perché è un’emozione indescrivibile quella del momento in cui si emette quella che definisco la "nota perfetta". Ognuno ha la propria idea di perfezione che non è riferita a niente altro se non al significato che noi gli abbiamo attribuito. C’è chi la immagina come un suono potente e chi lo immagina infinito, chi cerca un suono profondo e grave e chi brama un suono pulito e quasi argentino.

Per un cantante la nota perfetta può essere la vocalizzazione di un suono che evoca persone, momenti, sentimenti, stati d’animo o emozioni inespresse. Talvolta, può essere la ricerca di una somiglianza a persone, personaggi e personalità per lui significativi. La nota perfetta per una voce rappresenta la vocalizzazione del suono legato ad un desiderio che è strettamente connesso alla storia della persona, e quindi molte volte è una conquista attesa e sudata per cui si mobilitano risorse fisiche e psicologiche. Ogni lezione è per me una intensa performance emotiva. Sento la responsabilità di ogni mio gesto, ogni mia parola, ogni mia espressione del viso perché ogni particolare può trasformarsi in una risposta che afferma o che nega il raggiungimento di quell’obbiettivo. Una richiesta così intensa può essere affrontata solo con la calma di chi sa che insegnare a cantare è l’arte di assistere ad una scoperta. Questo viaggio è un privilegio può condurlo solo chi ne ha già esperienza.

COLLABORAZIONI
Alberto D 'Anna - Aldo Vigorito - Antonio Golino - Ares Tavolazzi - Corrado Paonessa - Franco Coppola - Furio Di Castri - Garrison Fewell - Gianluca Renzi - Max Ionata - Nicola Angelucci - Paolo Pelella - Park Stickney - Stefano Bagnoli - Stefano "Cocco" Cantini - Piero Borri - Thomas Kirkpatrick - Valerio Silvestro